L’analisi della serie play off persa contro il Gandino
La Callegari si ritrova
il giorno dopo con un’altra sconfitta arrivata
in volata, a chiusura di una serie che nessuno avrebbe immaginato così equilibrata
dopo il finale di stagione così così dei castellani. «In
effetti siamo stati bravi, schierando una squadra molto più giovane,
ma tosta, una squadra che ha dato tutto pur trovandosi in alcune circostanze
con tre under in campo — esordisce coach Andrea Castelli —. Dopo
il periodo negativo che avevamo passato, se mi avessero detto che saremmo stati
in parità a due minuti dalla fine della terza partita gli avrei dato
dei matti e invece è andata così contro un Castelmaggiore che
ha giocato bene, tirando addirittura con 15 su 26 da tre punti». Castello
sotto le plance ha retto meglio l’impatto, rispetto a giovedì scorso,
quando il Gandino aveva addirittura conquistato 21 rimbalzi, ma questo non è stato
sufficiente perché, come in gara due, qualche fischiata non è andata
giù ai castellani. «Dopo aver visto come era finita gara due,
temevo che se fossimo arrivati punto a punto le cose sarebbero andate a finire
allo stesso modo e sono stato facile profeta. Siamo ancora stati penalizzati
da alcune fischiate che sono risultate decisive: sopra di tre punti, a due
minuti e mezzo dal termine, loro hanno passato indietro una palla e non è stata
sanzionata l’infrazione di campo. Poi ci hanno fischiato due falli in
attacco e un passi in modo che non siamo mai riusciti a tirare. Queste cose
non le ho viste soltanto io ma anche degli osservatori neutrali che erano presenti
alla partita». Tra gli osservatori, quello più interessato era
naturalmente l’allenatore di Trento che era venuto a studiare per l’ennesima
volta i prossimi avversari. «A questo proposito, proprio dall’allenatore
di Trento è arrivato il complimento più bello per la Callegari;
mi ha detto che abbiamo giocato come se non mancassero Bonetti e Casalvieri
e non è cosa di poco conto — continua l’allenatore castellano —.
Sono orgoglioso di quanto ha saputo fare la squadra in condizioni oggettivamente
così difficili. Credo che questo sia il miglior viatico per guardare
avanti. Come ho già detto altre volte il nostro è un programma
triennale che prende ancora più forza dal fatto di poter finalmente
ritornare a giocare nel nostro impianto e davanti al nostro pubblico».
Franco Casadio
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