Match point annullato. Castello non ce l’ha fatta a chiudere il conto e
ora dovrà cercare una nuova impresa domenica pomeriggio sul parquet di
Castelmaggiore. Giovedì sera non è bastata la carica data dall’inaugurazione
del nuovo palasport; non è bastata un’altra grandissima serata dei
giovani in giallorosso (Benzi in primis, ma anche Zucchini e De Min); non sono
bastati i 13 punti di vantaggio prima dell’ultimo quarto. In casa Castel
San Pietro c’è l’impressione di aver sprecato una ghiotta
occasione per portare a compimento il capolavoro iniziato sabato scorso: il rammarico
aumenta se si considera l’ottima qualità di gioco messa in mostra
da Rorato e compagni, che per 35’ hanno deliziato gli occhi dei 500 del
PalaFerrari con una pallacanestro davvero piacevole. Un altro motivo di rammarico è dato
dalle modeste percentuali da tre punti del Gandino, che in diverse occasioni
aveva graziato la difesa termale, spedendo sul ferro tiri piuttosto comodi. Con
Barbieri e Pilutti ben limitati, è stato ancora una volta Stignani a fare
la differenza e a caricarsi sulle spalle il peso della rimonta rossoblù:
il resto ce l’ha messo Zambon, atletismo non comune per la categoria, e
soprattutto quel Dalloca che in gara 1 era stato lasciato fuori (!) per far posto
a Dacic. Andrea Castelli, a fine gara, ha avuto qualcosa da ridire sull’arbitraggio: “Nel
momento della rimonta, durante l’ultimo quarto, il Gandino ha potuto contare
su una marea di tiri liberi: Castello non ne ha tirato neanche uno e sull’azione
decisiva i nostri avversari si sono potuti permettere il lusso di ricorrere al
fallo sistematico, perché non avevano ancora raggiunto il bonus. A parte
l’arbitraggio, nei minuti finali si è fatta sentire parecchio la
mancanza di un giocatore d’esperienza”.I giocatori d’esperienza
Castello li avrebbe anche: Bonetti e Casalvieri, entrambi infortunati, entrambi
costretti a seguire da bordo campo questo splendido derby a tre atti: inutile
dire che con loro sarebbe stata un’altra musica.
Gilberto Grassi
Siti partner