La squadra continua gli allenamenti, ma a tenere banco è la costruzione
della nuova formazione
Coach Castelli:
«Con cinque retrocessioni non si possono sbagliare le mosse» Poche
speranze per trattenere Thomas De Min entrato nel giro della Nazionale.
La Callegari Bagnara si è allenata per gran parte della scorsa settimana
e giocatori e tecnici si ritroveranno oggi al Pala Ferrari. Le intenzioni di
tecnico e società sembrano abbastanza chiare, nel senso che nessuno vuole
farsi trovare spiazzato in vista di una stagione difficile, che potrebbe vedere
la formazione castellana decisamente diversa da quella di quest’anno.
« Potrebbero in effetti esserci dei cambiamenti nella composizione dei
gironi, ma soprattutto con la prospettiva di cinque retrocessioni non si possono
sbagliare le mosse—afferma coach Andrea
Castelli –. Sciarabba sarà ancora con noi, nonostante avesse ricevuto
delle proposte molto importanti, ma dovremo puntare su un centro senior e poi
cercheremo di prendere finalmente Akrivos ». Akrivos, e questa non è una
novità, è da sempre nel mirino di Castello e infatti il giocatore
martedì scorso si è allenato al Palasport, assieme a Naso, un numero
quattro del 1984 e a Rea (guardia). Oggi, poi, verranno sicuramente visionati
altri giocatori perché la Callegari in questo momento è un cantiere
aperto. «E’ probabile che ci siano dei cambiamenti non del tutto
voluti – continua l’allenatore castellano –.
Io di under ne avrei confermati diversi, ma per vari motivi questa operazione
non si presenta per niente facile.
Thomas De Min è ormai nel giro della Nazionale Under 21 e sta partendo
per gli europei, con Datome di Siena, tanto per intenderci, mentre Colombo, che
quasi nessuno conosceva, interessa squadre di serie A. Conferme, come si può capire,
difficili ma non sono semplici neppure le situazioni di Sighinolfi e Zucchini,
mentre per Benzi, che ci interessa, il problema è diverso, in quanto il
ragazzo nella prossima stagione non sarà più junior. Evidentemente
ci sono delle regole sbagliate, perché una società come la nostra,
che con impegno ha cercato di far crescere questi giovani, non solo non trova
un riscontro economico ma si vede sfuggire dei ragazzi magari per un centinaio
di euro al mese».
Franco Casadio
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