«Callegari fuori ritmo»
Decisamente il PalaRuggi non porta fortuna alla Callegari che, su tre partite,
ha subito ben due sconfitte. Quella con Trento si può spiegare con il
valore dell’avversario, ma certo l’approccio alla partita dei castellani è stato
negativo. «All’inizio abbiamo giocato male — ammette Andrea
Castelli —. Andati sotto di brutto, ci siamo arruffati e nel tentativo
di recuperare abbiamo alzato il ritmo, commettendo un altro errore». Il
-16, poco prima del riposo, è eloquente, ma poi la squadra ha dato l’impressione
di poter vincere la partita. «Nel terzo quarto abbiamo difeso bene e anche
nell’ultimo, ma soprattutto il ritmo lo abbiamo imposto noi. Sapevamo che
se avessimo giocato a correre avremmo perso, perché Trento ha più punti
nelle mani e quindi dovevamo stare più tranquilli, mentre all’inizio
abbiamo interpretato male la partita».
Tra gli artefici della rimonta il giovane Colombo, molto efficace non solo in
difesa ma anche in attacco, dove ha concluso con un ottimo 7 su 9 da due. «In
effetti Colombo è andato molto bene, con 8 rimbalzi e 4 stoppate — continua
il coach —. C’è però anche da dire che Trento aveva
fatto la scelta difensiva di mettere un lungo su Sciarabba, liberando in questo
modo l’area. Della situazione ha subito approfittato Colombo, ma non Nieri
come mi sarei aspettato».
Nel primo tempo ha a lungo tenuto in piedi la baracca Rorato, autore di 17 punti.
Quanto hanno pesato i falli che ne hanno condizionato il rendimento nella ripresa?
«
I falli hanno pesato in linea generale. Non vorrei passare per quello che si
lamenta sempre degli arbitri, ma 32 liberi per gli avversari, e solo 16 per noi,
qualcosa vogliono dire. A 4’ dalla fine, sul punteggio di 70 pari, Trento
ha messo due bombe ma a noi sono stati fischiati due falli in attacco discutibili».
Possiamo dire che per battere Trento sarebbe servita più continuità,
mentre la Callegari è andata un po’ troppo a corrente alternata?
Bonetti, ad esempio, è partito male, riprendendosi poi nel corso della
gara. «Bonetti ha avuto 10’ molto buoni, ma debbo dire che Palombita è un
giocatore che lui soffre e nel finale l’ho schierato da guardia con Muscò play».
Franco Casadio
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