NON SI ATTENUA il cordoglio per la scomparsa di Marco Benzi. Una morte
che a
Rimini e dintorni ha profondamente toccato tutti quanti lo conoscevano – ed
erano davvero tanti –, soprattutto nell’ambiente della pallacanestro
che è stato suo fino all’ultimo. E non a caso sarà proprio
lì, in un palazzetto dello sport, che amici e conoscenti potranno salutarlo.
L’appuntamento è fissato per domani mattina, alle 10, presso il ‘Madison’ di
Santarcangelo, l’impianto che l’aveva visto impegnato fino a due
settimane fa come allenatore, con quel ruolo di assistente nella formazione Under
15 degli Angels. Nonostante avesse solo 34 anni, Benzi aveva perfettamente capito
che la parentesi col basket giocato dovesse considerarsi ormai conclusa. D’altronde
nel periodo più florido della sua carriera era riuscito a calcare i parquet
di B2 e B1, aveva vinto partite importante, con quella ‘manina’ educata
che innumerevoli guai aveva causato alle squadre avversarie, pertanto non poteva
ritenersi compiaciuto di ‘vivacchiare’ nelle categorie minori. Ma
il rapporto con lo sport dei canestri no, quello non si sarebbe mai spento, da
lì la decisione di allenare, di cominciare a trasmettere la sua esperienza,
il suo sapere ai più giovani. E domattina il feretro sarà lì,
al centro del campo: per una volta non si udiranno quei rumori familiari da palestra,
come i palloni che rimbalzano o le scarpe che strisciano sulle tavole di legno,
in questa particolare (e dolorosa) occasione ci sarà spazio per le testimonianze
di affetto di chi gli ha voluto bene, per un ricordo, un aneddoto che lo riguarda.
IL ‘VIRUS’ del basket glielo aveva trasmesso il padre Massimo,
a sua volta play della Libertas Rimini a cavallo tra gli anni Sessanta e i
Settanta. E con quel pallone a spicchi in mano Marco si era trovato subito
a suo agio, così come i fratelli Matteo, di due anni appena più piccolo,
e Manuele, pure loro giocatori di buon livello, per una vera e propria ‘dinasty’ riminese
del canestro, al pari di quella dei fratelli Panzeri – Matteo, Jacopo,
Francesco –, un’altra famiglia votata a questa disciplina. Cresciuto
alla scuola di Papini, un ‘maestro’ come non ce ne sono stati altri
da queste parti, Benzi si era tolto poi le sue soddisfazioni anche nelle sue
stagioni da senior, un impegno che Marco affrontava sempre con la massima professionalità e
rigore.
Esigente soprattutto con se stesso, nel mondo della pallacanestro aveva avuto
l’opportunità di farsi apprezzare da compagni e avversari, grazie
alla sua educazione, alla sua dolcezza.
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